Sono questi alcuni dei dati più importanti ed inediti che risultano dagli studi del gruppo di lavoro sulla disabilità della Associazione Luca Coscioni, coordinato dal prof. Alberto Zuliani, già presidente dell'Istat e presidente della Fondazione "Handicap - dopo di noi". Ai risultati del gruppo di lavoro è dedicata un'ampia parte del prossimo numero del mensile "Agenda Coscioni", in edicola da ieri assieme al quotidiano "Terra". Dalle relazioni di Alberto Zuliani e di un altro membro del gruppo di lavoro - Alessandro Solipaca, responsabile del sistema informativo sulla sanità dell'Istat- risultano molti altri dati rilevanti: - Sono circa 3 milioni le persone con disabilità comunque importanti, seppure a diversi livelli. I gravissimi sono circa 1.500.000. Un problema particolare è rappresentato dal "dopo di noi": si stima che il 50% delle persone disabili vivrà senza genitori e quindi senza il loro sostegno per venti anni in media.- La spesa per l'assistenza assorbe in Italia l'1, 6% del Pil: 25 miliardi di euro, destinati per due terzi alle persone con più di 65 anni. Un problema che si aggraverà con l'invecchiamento della popolazione. -
lunedì 2 novembre 2009
Handicap si fa troppo poco
Su 66 società quotate in Borsa prese in esame solo 11 redigono il "bilancio sociale" e, tra queste, solo 8 indicano il numero di persone disabili assunte: 6.745 rispetto alla 13.343 che deriverebbero dalla osservanza della legge n. 68/1999 ("Norme per il diritto al lavoro dei disabili"). Le multe che le 8 società dovrebbero pagare per queste violazioni della legge ammontano a 57 milioni di euro, ma la maggior parte delle aziende preferiscono rischiare sanzioni anche elevate piuttosto che assumere persone disabili. In generale, le quote di riserva di posti di lavoro per disabili previste dalla legge 68/1999 non sono coperte integralmente. Il tasso di inadempienza è stimato intorno a 40% e risulta più elevato per le grandi imprese (con oltre 50 addetti) rispetto a quelle con 15-50 addetti.
Sono questi alcuni dei dati più importanti ed inediti che risultano dagli studi del gruppo di lavoro sulla disabilità della Associazione Luca Coscioni, coordinato dal prof. Alberto Zuliani, già presidente dell'Istat e presidente della Fondazione "Handicap - dopo di noi". Ai risultati del gruppo di lavoro è dedicata un'ampia parte del prossimo numero del mensile "Agenda Coscioni", in edicola da ieri assieme al quotidiano "Terra". Dalle relazioni di Alberto Zuliani e di un altro membro del gruppo di lavoro - Alessandro Solipaca, responsabile del sistema informativo sulla sanità dell'Istat- risultano molti altri dati rilevanti: - Sono circa 3 milioni le persone con disabilità comunque importanti, seppure a diversi livelli. I gravissimi sono circa 1.500.000. Un problema particolare è rappresentato dal "dopo di noi": si stima che il 50% delle persone disabili vivrà senza genitori e quindi senza il loro sostegno per venti anni in media.- La spesa per l'assistenza assorbe in Italia l'1, 6% del Pil: 25 miliardi di euro, destinati per due terzi alle persone con più di 65 anni. Un problema che si aggraverà con l'invecchiamento della popolazione. -Tra le persone con disabilità solo il 3,5% è occupato (a fronte del 49% per il resto della popolazione). Solo il 17% ha fatto ricorso ai centri per l'impiego previsti dalla legge 68. Il 30,9% ha trovato lavoro grazie ad aiuto di parenti o conoscenti; il 20% attraverso un concorso pubblico; il 16% grazie ad annuncio o invio di curriculum. - Altri due problemi gravi emersi nel gruppo di lavoro riguardano le barriere architettoniche e l'immobilismo del governo nel campo degli ausili tecnici volti ad agevolare la mobilità dei disabili. Vorrei richiamare l'attenzione del ministro del Welfare e del vice ministro della Sanità, del nuovo vertice del Pd, dei sindacati e delle associazioni industriali perché mettano fine a questa drammatica situazione che interessa - se oltre ai 3 milioni di disabili consideriamo i loro familiari - circa 15 milioni di italian
Sono questi alcuni dei dati più importanti ed inediti che risultano dagli studi del gruppo di lavoro sulla disabilità della Associazione Luca Coscioni, coordinato dal prof. Alberto Zuliani, già presidente dell'Istat e presidente della Fondazione "Handicap - dopo di noi". Ai risultati del gruppo di lavoro è dedicata un'ampia parte del prossimo numero del mensile "Agenda Coscioni", in edicola da ieri assieme al quotidiano "Terra". Dalle relazioni di Alberto Zuliani e di un altro membro del gruppo di lavoro - Alessandro Solipaca, responsabile del sistema informativo sulla sanità dell'Istat- risultano molti altri dati rilevanti: - Sono circa 3 milioni le persone con disabilità comunque importanti, seppure a diversi livelli. I gravissimi sono circa 1.500.000. Un problema particolare è rappresentato dal "dopo di noi": si stima che il 50% delle persone disabili vivrà senza genitori e quindi senza il loro sostegno per venti anni in media.- La spesa per l'assistenza assorbe in Italia l'1, 6% del Pil: 25 miliardi di euro, destinati per due terzi alle persone con più di 65 anni. Un problema che si aggraverà con l'invecchiamento della popolazione. -
giovedì 22 ottobre 2009
Berlusconi: l'accusa e la difesa su Newsweek

Il settimanale americano Newsweek dedica la storia di copertina al primo ministro italiano. All'interno c'è un editoriale che prende le sue difese ma l'articolo di copertina titola, senza mezzi termini: «Silvio, è tempo di andare». L'accusa. L'Italia, scrive Christopher Dickey, non può ancora a lungo affidarsi alle cure del suo «capo playboy». Il giornalista ricorda tutte le vicende degli ultimi mesi. «Silvio Berlusconi ha il record di intimidazioni nei confronti dei suoi nemici, riscrive leggi per i suoi interessi e generalmente mischia il pubblico e con la sua vita privata, un atteggiamento che lo pone in un particolare pantheon tutto italiano. Ma siamo nel 2009 e non ai tempi dei Borgia». E sebbene Il Cavaliere «goda ancora dei consensi del 63% della popolazione italiana». Sebbene «l'opposizione di centro sinistra sia allo sbando» e sebbene «vincerebbe probabilmente le elezioni anticipate» non è detto che Berlusconi sia ancora la cosa migliore per l'Italia: «Solo perché egli può stare al potere non significa che egli debba comunque restarci. E' tempo per l'italia di tirare una riga. Non c'è cospirazione che tenga, per Silvio è tempo di andare. E' solo una questione di buon senso». «Negli Stati Uniti, ricorda il giornalista, c'è un modo di dire: "Amico non lasciare che i tuoi amici si ubriachino". L'ubriacatura al potere di Berlusconi rischia di costare cara all'Italia, ma anche di danneggiare l'Europa e l'Alleanza atlantica». E ancora. «L'Italia è pressata dai problemi con tante strade piene di pericoli nelle quali navigare, da Wall Street all'Afghanistan». E «il businessman Berlusconi è diventato la quintessenza dell'antipolitica». «Le politiche di Berlusconi sono fallite in tutti i campi», secondo Newsweek. Il giornale ricorda che all'inizio degli anni '90 l'Italia era uno dei Paesi europei con le migliori performance economiche, mentre ora è uno dei peggiori»... «Sempre incline a buttarla sullo show piuttosto che sulla sostanza, Berlusconi lavora duro per essere sicuro che le buone notizie siano le uniche che gli italiani vedano. E la tragedia è che l'Italia -una nazione di intellettuali brillanti, artisti, uomini pubblici di talento e business leader creativi - potebbe andare molto meglio» di come in effetti va. Diversi nomi, ricorda il giornale, si fanno già per una possibile successione a Berlusconi: Montezemolo, Fini, Tremonti, Frattini, Draghi. La spallata finale potrebbe arrivare dagli italiani qualunque, secondo Newsweek che conclude citando Umberto Eco. «La risposta - scrive Eco - è semplice. Nel 1931, il regime fascista di Musssolini chiese la fedeltà a 1.200 docenti universitari. Solo 12 rifiutarono e persero il loro lavoro. Questi 12 però salvarono l'onore delle loro università e del nostro paese. Ecco perché dobbiamo dire di no». Ed ecco perché, conclude l'articolo, «l'Italia deve sapere dire di no una volta ancora. E dire a Silvio che è tempo di andare». La difesa. A William Ward, editorialista del Foglio e corrispondente da Londra di Panorama, è affidato l'ampio editoriale che lo stesso numero Newsweek dedica a Berlusconi. Il titolo è «Il coraggioso Berlusconi, una difesa del primo ministro italiano». «Nonostante l'esasperazione dei toni dei commentatori stranieri, scrive Ward, una consistente maggioranza di elettori italiani continua a ignorare i loro avvertimenti sul primo ministro Silvio Berlusconi. Gli italiani continuano a preferire quest'uomo di 73 anni a qualsiasi altro personaggio sulla scena politica italiana. Ward spiega le ragioni per cui accade questo. Intanto, secondo lui, i politici italiani hanno una lunga tradizione nel tenere nascoste le proprie vite private. Con Berlusconi almeno «quello che vedi è quello che hai». L'analista ricorda che nonostante tutte le le intemperanze verbali (è «l'uomo che ha paragonato se stesso a Napoleone e Gesù») gli elettori italiani, hanno in tre occasioni, dagli anni Novanta ad oggi, scelto di farsi governare da lui. il Cavaliere è «l'unico politico del dopoguerra ad avere concluso un intero mandato di 5 anni» senza una crisi di governo. «Questo spiega perché, nonstante una intensa campagna estiva dei media di centrosinistra (che include 3 dei 4 principali quotidiani italiani, uno dei 2 principali newsmagazine , e 2 canali televisivi su sette) la maggior parte degli italiani, secondo i sondaggi ha deciso di non curarsi della storia delle escort e continua a dare fiducia al premier con il beneficio del dubbio». Anche riguardo alla storia dell'immunità, Ward nota che essa non è «una cosa unica nel panorama europeo: molte altre democrazie europee prevedono una forma di immunità simile a quella italiana fino al momento in cui i loro leader restano nel loro incarico».Una figura che divide e che polarizza le attenzioni di tutti «non è necessariamente una cosa cattiva in un paese dove i partiti politici hanno fatto sempre tutti i loro accordi a porte chiuse. Se i giudici riusciranno a farlo dimettere, si metteranno contro almeno metà dell'elettorato italiano. E una crisi costituzionale, conclude Ward, è l'ultima cosa di cui l'Italia in questo momento ha bisogno».
14 ottobre 2009
14 ottobre 2009
giovedì 8 ottobre 2009
Il Times: «Ha gettato vergogna sull'Italia, ora deve dimettersi»
«Silvio Berlusconi ha gettato vergogna su se stesso e sul suo paese con le sue buffonate sessuali e i suoi tentativi di evitare i processi. Ora si deve dimettere»: così il Times in un commento intitolato «Gotico italiano» a corredo dell'ampia copertura dedicata alla bocciatura del Lodo Alfano. L'articolo di cronaca titola: «I giudici danno un colpo mortale a Silvio Berlusconi». La vicenda ha grande spazio su tutti i giornali britannici. Dopo la sentenza della corte costituzionale, i processi contro il premier possono riprendere, dice il giornale: «Berlusconi è ora un imputato che affronta un processo penale».
«Berlusconi può restare al suo posto solo se il suo partito e i suoi alleati lo sostengono - argomenta il quotidiano - Ma sarebbero sciocchi a farlo. La disintegrazione della litigiosa sinistra ha convinto molti elettori che non c'è alternativa a Berlusconi, se l'Italia vuole un governo abbastanza forte da farle attraversare l'attuale, seria crisi. Berlusconi può quindi immaginare di essere ancora piuttosto popolare. È la classica auto-illusione di un uomo che si è convinto della propria propaganda, in larga parte portata dai giornali e dalle stazioni tv che possiede. Un'altra cosa che non ha capito è l'inquietudine generata dalla sua vicinanza con Vladimir Putin e Muammar Gheddafi, e il ridicolo che si è gettato addosso con le sue buffonate sessuali. Molti italiani hanno visto le rivelazioni sulle prostitute con indulgente divertimento. Ma il danno alla reputazione del suo paese, simboleggiato dal rifiuto di Michelle Obama di accettare il suo abbraccio, ha iniziato a mostrarsi: i suoi indici di popolarità hanno iniziato a cadere».
«Berlusconi - conclude Times - ha visto questo, così come la vicenda della corte costituzionale, come un complotto ordito dai suoi nemici politici. Non lo era. È nato dalla seria preoccupazione sull'onestà e la capacità di giudizio di un uomo che guida il governo di un'importante democrazia occidentale. Se il processo di Milano ricomincia, Berlusconi deve, come ogni altro cittadino, apparire in aula. Lì potrà esercitare il diritto di ogni cittadino a difendersi contro le accuse. Resta innocente finchè non sarà provato colpevole. Il processo, comunque, sarà un'enorme distrazione dal suo lavoro di primo ministro. Ha tentato di vivere al di sopra della legge; ora essa lo consumerà. È sicuramente il momento che Berlusconi smetta di mettere i suoi interessi prima di quelli del suo paese. Dovrebbe dimettersi».
«Berlusconi può restare al suo posto solo se il suo partito e i suoi alleati lo sostengono - argomenta il quotidiano - Ma sarebbero sciocchi a farlo. La disintegrazione della litigiosa sinistra ha convinto molti elettori che non c'è alternativa a Berlusconi, se l'Italia vuole un governo abbastanza forte da farle attraversare l'attuale, seria crisi. Berlusconi può quindi immaginare di essere ancora piuttosto popolare. È la classica auto-illusione di un uomo che si è convinto della propria propaganda, in larga parte portata dai giornali e dalle stazioni tv che possiede. Un'altra cosa che non ha capito è l'inquietudine generata dalla sua vicinanza con Vladimir Putin e Muammar Gheddafi, e il ridicolo che si è gettato addosso con le sue buffonate sessuali. Molti italiani hanno visto le rivelazioni sulle prostitute con indulgente divertimento. Ma il danno alla reputazione del suo paese, simboleggiato dal rifiuto di Michelle Obama di accettare il suo abbraccio, ha iniziato a mostrarsi: i suoi indici di popolarità hanno iniziato a cadere».
«Berlusconi - conclude Times - ha visto questo, così come la vicenda della corte costituzionale, come un complotto ordito dai suoi nemici politici. Non lo era. È nato dalla seria preoccupazione sull'onestà e la capacità di giudizio di un uomo che guida il governo di un'importante democrazia occidentale. Se il processo di Milano ricomincia, Berlusconi deve, come ogni altro cittadino, apparire in aula. Lì potrà esercitare il diritto di ogni cittadino a difendersi contro le accuse. Resta innocente finchè non sarà provato colpevole. Il processo, comunque, sarà un'enorme distrazione dal suo lavoro di primo ministro. Ha tentato di vivere al di sopra della legge; ora essa lo consumerà. È sicuramente il momento che Berlusconi smetta di mettere i suoi interessi prima di quelli del suo paese. Dovrebbe dimettersi».
mercoledì 23 settembre 2009
domenica 13 settembre 2009
Stranieri, scoppia il caso del trasferimento di soldi

IMMIGRATI. Una norma del pacchetto sicurezza impone ai «money transfer» di denunciare chi non ha il documento
Non si può farlo se non si ha il permesso di soggiorno. Ma la norma colpisce anche chi non è clandestino
- "L'Arena" 13/09/2009
Da lunedì scorso, infatti, è entrata in vigore, assieme al pacchetto sicurezza e alle nuove disposizioni in materia di sicurezza pubblica, la legge 94 del 15 luglio, che all'articolo 1 comma 20 obbliga gli agenti in attività finanziaria, ossia i «money transfer» come Western Union e Money Gram, a segnalare alle autorità tutti gli extracomunitari che chiederanno di inviare o ricevere denaro e saranno sprovvisti di permesso di soggiorno. La procedura però non fa alcuna differenza tra chi potrebbe essere realmente un clandestino e chi, invece, vive e lavora regolarmente in città e aspetta solo il rinnovo del permesso. Niente da fare nemmeno esibendo la ricevuta che le Poste Italiane rilasciano alla consegna del plico di richiesta o di rinnovo del permesso; quando l'addetto al money transfer registra i dati del documento presentato da chi deve versare o ricevere denaro, lo step successivo lo obbliga a confermare se il cliente è munito o meno del permesso di soggiorno. Se la risposta è positiva, inserendo il numero del permesso la procedura va avanti; in caso contrario il terminale manda una segnalazione all'agenzia di riferimento che la gira in automatico alla questura di competenza.
Inoltre, come spiega la legge, «gli agenti in attività finanziaria che prestano servizi di pagamento nella forma dell'incasso e trasferimento di fondi, acquisiscono e conservano per dieci anni copia del titolo di soggiorno se il soggetto che ordina l'operazione è un cittadino extracomunitario». E nonostante le rassicurazioni sul fatto che «il documento è conservato con le modalità previste con decreto del Ministro dell'Interno», la norma lascia perplessi i clienti delle agenzie sulla possibilità che un comune cittadino possa accumulare migliaia di dati sensibili per un periodo così lungo.
Pesantissime le conseguenze per gli agenti che omettano, entro 12 ore, l'apposita segnalazione all'autorità locale di pubblica sicurezza, trasmettendo i dati identificativi del «sospetto»: «il mancato rispetto di tale disposizione è sanzionato con la cancellazione dall'elenco degli agenti in attività finanziaria». Una procedura che non convince del tutto né le agenzie che si occupano dei trasferimenti - la sola Western Union in Italia è affidata a 5 grandi aziende che ogni giorno gestiscono quasi 100 mila trasferimenti di cui la maggior parte riguarda proprio extracomunitari - né le questure, che dovranno far fronte all'ondata di segnalazioni indistinte e automatiche. Da lunedì sono pervenute infatti, alla sola questura di Verona, circa 300 segnalazioni, che saranno girate all'ufficio immigrazione che le dovrà vagliare singolarmente, effettuare gli accertamenti e poi procedere qualora ci si trovi davanti a un caso di clandestinità o cestinare tutto e buttare vie ore di lavoro se invece si tratta di un permesso in fase di rilascio o di rinnovo. La questura della città deve ancora decidere quale casella di posta elettronica dedicare alle segnalazioni delle agenzie per evitare di ingolfare i sistemi tradizionali; il servizio, dopo una partenza penalizzata dalla grande quantità di segnalazioni, col tempo si velocizzerà, fanno sapere in questura, che ne prossimi giorni indicherà agli operatori un indirizzo mail riservato per le operazioni.
Ma che bravi i nostri leghisti, no? Lo straniero che da anni vive con il tagliandino ora non può più nemmeno mandare i soldi a casa! Vorrei ricordare una cosa: mia moglie è extracomunitaria, da anni viaggia con la ricevuta, le arriverà il permesso di 2 anni che sarà già scaduto, per fortuna non deve mandare soldi a casa, ma non può tornare a visitare i suoi parenti perchè senza il permesso non può uscire dall'Italia. Complimenti vivissimi a Maroni, Bossi & C.
lunedì 31 agosto 2009
De Magistris: "Si prepara il colpo di Stato d'autunno"
Credo che il popolo italiano debba essere consapevole che la maggioranza politica - di ispirazione piduista - tenterà di utilizzare le Istituzioni per portare a compimento - nei prossimi mesi- il più devastante disegno autoritario mai concepito dal dopoguerra in poi. Un vero golpe d’autunno. Da un punto di vista istituzionale si cercherà di rafforzare il progetto presidenzialista - di tipo peronista - disegnato su misura dell’attuale Premier. Poteri assoluti al Capo dello Stato eletto dal popolo. Elezioni supportate dalla propaganda di regime costruita attraverso il controllo quasi totale dei mezzi di comunicazione. Il Parlamento - coerentemente ad un assetto autoritario e verticistico del potere - ridotto ad organo di ratifica dei desiderata dell’esecutivo con le opposizioni democratiche messe in condizione di esercitare mera testimonianza. La distruzione dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura attraverso la sottoposizione del pubblico ministero al potere esecutivo con modifiche costituzionali realizzate illegittimamente con legge ordinaria (quale quella che subordina il Pm all’iniziativa della polizia giudiziaria e, quindi, del governo), nonché attraverso la mortificazione del suo ruolo attraverso leggi quale quella che elimina di fatto le intercettazioni (rafforzando quindi la cd. microcriminalità in modo, poi, da invocare poteri straordinari per combatterla).
La revisione della Corte Costituzionale e del Consiglio Superiore della Magistratura – non però nella direzione di liberare tali fondamentali organi dalle influenze partitiche e di poteri che pure sono presenti – ma attraverso il rafforzamento della componente politica e partitocratica. La soppressione della libertà di stampa e del pluralismo dell’informazione formalizzando normativamente la scomparsa dei fatti. La disintegrazione della scuola pubblica, dell’università e della ricerca, in modo da favorire il consolidamento della sub-cultura di regime, quella per intenderci che ha realizzato il mito del «papi», ossia del padrone che dispensa posti e prebende. Il prossimo Presidente della Repubblica – il desiderio dei nuovi peronisti è ovviamente quello che Berlusconi diventi il Capo, il Capo di tutto e di tutti - dovrà avere ampi poteri e con questi anche il comando delle forze armate (dopo aver già ottenuto la gestione della sicurezza attraverso la sua privatizzazione con l’utilizzo delle ronde da lanciare magari a caccia di immigrati e omosessuali) in modo da poter governare anche eventuali conflitti sociali con la forza.
Sul piano economico e del lavoro la maggioranza prepara la repressione al dissenso ed al conflitto sociale causato da un disegno che punta a rafforzare le disuguaglianze attraverso una politica economica che consolida sempre più i poteri forti e squilibra fortemente il Paese come nei regimi (chi ha già tanto deve avere di più, mentre sempre di più saranno quelli che non riescono ad arrivare alla fine del mese), con l’assenza del contrasto all’evasione fiscale e l’approvazione di norme che rafforzano il riciclaggio del denaro sporco. Il furto delle risorse pubbliche che vanno a finire nelle tasche dei soliti comitati d’affari. Il mancato adeguamento dei salari al costo della vita. L’incapacità di favorire l’iniziativa economica privata fondata sulla libera concorrenza supportando, invece, la rapacità dei soliti prenditori. L’assenza di strategia che possa rilanciare il lavoro - pubblico e privato - fondandolo sulla meritocrazia e non sul privilegio e sull’occupazione della cosa pubblica (come, per fare un esempio, nella sanità). Assenza di politiche economiche fondate su sviluppo e lavoro, tutela delle risorse e rispetto della natura e della vita. Il saccheggio, in definitiva, della nostra «Storia».
Un progetto contro il nostro futuro. Il colpo di Stato - apparentemente indolore ed a tratti invisibile - reso possibile dall’istituzionalizzazione delle mafie, dalla loro penetrazione nelle articolazioni economiche e pubbliche del Paese, dal loro controllo del territorio, dalla capacità di neutralizzare la resistenza costituzionale. Un golpe senza armi - ma intriso di violenza morale - con l’utilizzo del diritto illegittimo,della creazione di norme in violazione della Costituzione. L’eversione attraverso l’uso di uno schermo legale. L’uccisione della democrazia dal suo interno. È necessario, quindi, che si realizzino subito le condizioni per una grande mobilitazione civile, sociale e politica che si opponga a questo disegno autoritario che stravolge gli equilibri costituzionali e l’assetto democratico del nostro Paese.
La revisione della Corte Costituzionale e del Consiglio Superiore della Magistratura – non però nella direzione di liberare tali fondamentali organi dalle influenze partitiche e di poteri che pure sono presenti – ma attraverso il rafforzamento della componente politica e partitocratica. La soppressione della libertà di stampa e del pluralismo dell’informazione formalizzando normativamente la scomparsa dei fatti. La disintegrazione della scuola pubblica, dell’università e della ricerca, in modo da favorire il consolidamento della sub-cultura di regime, quella per intenderci che ha realizzato il mito del «papi», ossia del padrone che dispensa posti e prebende. Il prossimo Presidente della Repubblica – il desiderio dei nuovi peronisti è ovviamente quello che Berlusconi diventi il Capo, il Capo di tutto e di tutti - dovrà avere ampi poteri e con questi anche il comando delle forze armate (dopo aver già ottenuto la gestione della sicurezza attraverso la sua privatizzazione con l’utilizzo delle ronde da lanciare magari a caccia di immigrati e omosessuali) in modo da poter governare anche eventuali conflitti sociali con la forza.
Sul piano economico e del lavoro la maggioranza prepara la repressione al dissenso ed al conflitto sociale causato da un disegno che punta a rafforzare le disuguaglianze attraverso una politica economica che consolida sempre più i poteri forti e squilibra fortemente il Paese come nei regimi (chi ha già tanto deve avere di più, mentre sempre di più saranno quelli che non riescono ad arrivare alla fine del mese), con l’assenza del contrasto all’evasione fiscale e l’approvazione di norme che rafforzano il riciclaggio del denaro sporco. Il furto delle risorse pubbliche che vanno a finire nelle tasche dei soliti comitati d’affari. Il mancato adeguamento dei salari al costo della vita. L’incapacità di favorire l’iniziativa economica privata fondata sulla libera concorrenza supportando, invece, la rapacità dei soliti prenditori. L’assenza di strategia che possa rilanciare il lavoro - pubblico e privato - fondandolo sulla meritocrazia e non sul privilegio e sull’occupazione della cosa pubblica (come, per fare un esempio, nella sanità). Assenza di politiche economiche fondate su sviluppo e lavoro, tutela delle risorse e rispetto della natura e della vita. Il saccheggio, in definitiva, della nostra «Storia».
Un progetto contro il nostro futuro. Il colpo di Stato - apparentemente indolore ed a tratti invisibile - reso possibile dall’istituzionalizzazione delle mafie, dalla loro penetrazione nelle articolazioni economiche e pubbliche del Paese, dal loro controllo del territorio, dalla capacità di neutralizzare la resistenza costituzionale. Un golpe senza armi - ma intriso di violenza morale - con l’utilizzo del diritto illegittimo,della creazione di norme in violazione della Costituzione. L’eversione attraverso l’uso di uno schermo legale. L’uccisione della democrazia dal suo interno. È necessario, quindi, che si realizzino subito le condizioni per una grande mobilitazione civile, sociale e politica che si opponga a questo disegno autoritario che stravolge gli equilibri costituzionali e l’assetto democratico del nostro Paese.
sabato 18 luglio 2009
Elezioni comunali 2009
Questa volta non ho votato. Al ballottaggio non me la sono proprio sentita di mettere una x su nessuno dei 2 candidati. La persona che avevo votato al primo turno ha pensato di apparentarsi con Pasetto, controfigura del podestà (ex) Polo: non potevo, con tutta la più buona volontà, mettere la mia preferenza su nessuno che avesse a che fare con “quello”.
E’ una tristezza, mi viene alla mente il povero Giorgio Gaber, con le parole di una sua canzone “la mia generazione ha perso”, e devo dire che sono veramente deluso. Il panorama politico nazionale e locale è ben triste, Il nuovo sindaco, già eletto e commissariato tempo fa, è del partito di Berluska, indescrivibile, che con i suoi scagnozzi (dipendenti, puttanelle, venduti vari) non può esprimere la volontà dei cittadini, ormai edulcorati da tv-show.
Gli ideali di una volta sono ormai svaniti, ma almeno un po’ di decenza lasciatecela!
E’ una tristezza, mi viene alla mente il povero Giorgio Gaber, con le parole di una sua canzone “la mia generazione ha perso”, e devo dire che sono veramente deluso. Il panorama politico nazionale e locale è ben triste, Il nuovo sindaco, già eletto e commissariato tempo fa, è del partito di Berluska, indescrivibile, che con i suoi scagnozzi (dipendenti, puttanelle, venduti vari) non può esprimere la volontà dei cittadini, ormai edulcorati da tv-show.
Gli ideali di una volta sono ormai svaniti, ma almeno un po’ di decenza lasciatecela!
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