domenica 23 novembre 2008

Il colmo per un leghista? Chiamarsi Negro di cognome!!


Sicuramente è un caso più unico che raro: un sindaco leghista (donna….) che viene destituita dopo appena 7 mesi di mandato! Deve proprio averle combinate grosse, per la cattiveria che sta esprimendo: Purtroppo è quanto stiamo assistendo ultimamente con questi sindaci sceriffi, che non accettano dialogo e non accettano neanche di diventare impopolari.
Costei, infermiera giovane e agguerrita, eletta da Bossi anche parlamentare, ha tolto la bandiera tricolore dal comune e il ritratto del Presidente Napolitano, ma soprattutto non rappresenta la cittadinanza di Arcole! Se ne deve rendere conto!
La cosa più dignitosa che potrebbe fare è quella di dedicarsi a studiare per entrare a lavorare in qualche ospedale (speriamo non a San Bonifacio, già pieno di problemi…) e provare a vivere con lo stipendio di infermiera, non a giocare a fare la parlamentare! (quanti € al mese????). Lasciamo l’arroganza ai suoi capi, che già ne hanno anche troppa!


leggiamo questo articolo dell'Arena:ARCOLE. L'ex sindaco spiazza il pubblico e accende le polemiche iniziando l'incontro con un quarto d'ora di anticipo: un assolo politico Rifiuta il contraddittorio e illustra i risultati raggiunti respingendo dati alla mano l'accusa di immobilismo GIOVANNA NEGRO
23/11/2008

L'incontro pubblico dell'ex sindaco di Arcole Giovanna Negro, convocato dalla Lega nord per venerdì sera, è iniziato con un quarto d'ora d'anticipo e si è concluso in gazzarra. Cogliendo tutti di sorpresa, la parlamentare ha infatti cominciato a parlare alle 20.45 e dopo mezz'ora si è fermata, senza accettare interventi e dando il «la» alle polemiche.Moltissimi hanno sentito poco o nulla del discorso e, comunque, sono rimasti fuori dalla sala civica, stipata di persone come forse non s'era mai visto. L'ex sindaco, vista la presenza di quasi tutti i consiglieri di opposizione, compresi quelli dell'Obelisco, ha avvertito fin dall'inizio «di non essere disponibile al confronto», ma di voler solo illustrare quello che ha fatto nei sette mesi nei quali ha amministrato, smentendo le varie dichiarazioni di chi l'ha mandata a casa, apparse su volantini e giornali: «Era meglio che prima di scrivere certe cose, si informassero».«Sono stata accusata di aver preso l'addetto stampa», ha affermato Negro, «è stata una necessità che si è evidenziata per poter comunicare correttamente ciò che stavamo facendo e comunque il costo è relativamente basso». Ha voluto spiegare anche perché non ha dato il patrocinio al Progetto «Radicchio di Verona Igp». «In realtà il Comune avrebbe dovuto organizzare una manifestazione per fare pubblicità a un'azienda del paese», ha affermato l'ex sindaco, con riferimento alla Napoleon che commercializza il prodotto. Tirandosi indietro Arcole, l'iniziativa è stata ospitata a San Bonifacio, organizzata da Provincia, Camera di commercio, Comuni e Consorzio.L'onorevole Negro ha voluto smentire anche le accuse sull'asilo nido comunale: «Non abbiamo fatto in tempo a convocare il Consiglio comunale per nominare il comitato di gestione», ha spiegato Negro, «ed essendo in scadenza la convenzione con la cooperativa, abbiamo stipulato una nuova convenzione che ha portato ad un risparmio sia per il Comune che per le famiglie».«Sono stata accusata di aver mandato via i bambini che non sono del paese dal nostro asilo nido: nello stato in cui si trovano le casse municipali, non potevamo sostenere anche questa spesa», ha chiarito.L'ex sindaco ha detto pure che Flavio Tosi ha ospitato la sua conferenza stampa a Verona «perché è un amico» e ha respinto le accuse di aver dato appuntamenti solo al mattino presto e di aver concesso poco tempo a cittadini e consiglieri perché doveva andare alla Camera: «Ho cercato di ascoltare sempre tutti».Ha respinto l'accusa di immobilismo, mostrando con una serie di diapositive di aver portato da Roma un contributo per il rifacimento del ponte sull'Alpone e di essere riuscita a prorogare il finanziamento del governo di 12 milioni di euro a favore del Consorzio di bonifica Zerpano per la fitodepurazione. Ha mostrato l'immagine del progetto di ampliamento della scuola elementare di Gazzolo: «Volevamo rifare la parte prefabbricata, costruendo la palestra e l'aula d'informatica che mancano».«E' grande il rammarico per non aver potuto continuare il mandato», ha confessato Negro, «ma prometto che mi ricandiderò». Terminato il discorso, l'ex vicesindaco, Massimo Mariotto ha chiesto di poter intervenire, ma gli attivisti leghisti non gli hanno permesso di parlare: «Dovevi andare in Consiglio a parlare, invece di venire qui».A questo punto sono volate accuse reciproche tra i leghisti e i vari esponenti che sedevano sia in minoranza che in maggioranza. Mentre la gente usciva dalla sala, le discussioni sono proseguite tra gruppetti di persone delle opposte fazioni, mentre la vigilessa e i tre carabinieri hanno garantito la sorveglianza, dato che gli animi si stavano surriscaldando.Alla fine l'ex sindaco ha dato appuntamento a venerdì 28 nella sala di Gazzolo, «per dar modo anche a altri cittadini di partecipare all'incontro». Zeno Martini


sabato 22 novembre 2008

No Park!


Ahahha!!! Ve l'immaginate il Polo in giro per i negozi del centro a chiedere "è vero che sei d'accordo con me?"

Intanto....per vivere a San Bonifacio si paga anche l'aria che si espira (si proprio quella che si butta fuori, quella che si inspira ce la passa l'ULSS...)


Il sindaco risponde a Confcommercio con un sondaggio diretto: «49 negozianti su 81 d'accordo sulla sosta a pagamento» Il sindaco ribatte: «Eccezionale consenso per la sosta gratuita, con l'emissione di ben 1.200-1.300 scontrini al giorno» SILVANO POLO

Il sindaco smentisce Confcommercio e sottolinea: la sosta a pagamento funziona, lo dicono i numeri


Il sindaco sambonifacese Silvano Polo, a conclusione di un suo personale sondaggio tra i commercianti del centro, replica dati alla mano alle critiche pesanti avanzate dalla Confcommercio e pubblicate sul nostro giornale lo scorso 15ottobre. Secondo l'associazione, l'80 per cento dei negozianti delle vie interessate all'introduzione del parcheggio a pagamento era contrario.Una tesi che il primo cittadino non ha condiviso e ha deciso di confutare: «Sono stato piuttosto irritato dall'articolo pubblicato contro i parcheggi a pagamento nel centro, perché si è trattato in sostanza di un meschino attacco contro l'Amministrazione comunale, anonimo, anche se celato dietro la sigla della Confcommercio, bugiardo nei dati diffusi (l'80 per cento di contrari), senza la minima preoccupazione verso i reali problemi e la cronica mancanza di soluzioni.«Questo è il motivo», spiega Polo, «per cui io, assieme all'assessore alle attività produttive, Emanuele Ferrarese e al direttore della Multiservizi, Andrea Burato, abbiamo visitato e intervistato i negozianti delle vie interessate dagli stalli blu, per verificare la veridicità della tesi di Confcommercio.«Da questa indagine», scrive, «è emerso che la Confcommercio non ha fatto alcun questionario, bensì un normale sondaggio, a una sola domanda. Il nostro risultato è stato di 49 favorevoli su 81 totali, 29 contrari e 3 che hanno risposto "non so", quindi ben diverso da quello della Confcommercio».Si chiede Polo: «Chi è che ha imbrogliato? I dati del Comune sono a disposizione negli uffici della Multiservizi, al contrario di quelli della Confcommercio, che si è rifiutata di fornirli alla stessa Amministrazione comunale, invocando una pretestuosa e immotivata tutela della privacy». Aggiunge il sindaco: «Questa parvenza di formalità, però, è servita agli autori del comunicato inviato alla stampa per infarcire il loro testo di ulteriori denigratori commenti («crescente distanza tra i commercianti e le scelte di questa Amministrazione»), di scuse assurde («la chiusura di piazza Costituzione alle auto...» e «parchimetri introdotti con l'unico scopo di raccogliere risorse») o immotivate («il parcheggio Palù scomodo e poco sicuro», «chiusure e trasferimenti di negozi che si sono registrati in questi mesi»). Sottolinea Polo: «Il parcheggio Palù è a soli 250 metri dal municipio, ma si dice sia molto scomodo e addirittura poco sicuro, sebbene non siano mai stati denunciati casi di violenza alcuna; e che dire delle "chiusure e trasferimenti registrati in questi mesi" ? Certo colpa di parcheggi a pagamento non ancora installati a quel tempo...», commenta ironico il sindaco. «Ma la cosa più eclatante e paradossale è l'accusa mossa ai parcheggi a pagamento, e cioè che farebbero fuggire i clienti non disposti a tirar fuori quattrini; ebbene», sottolinea Polo, «già in questi primi giorni ci si è accorti dell'eccezionale consenso che ha riscosso la sosta gratuita di 15 minuti, con l'emissione di ben 1.200-1.300 scontrini al giorno, a significare cioè che più di mille persone hanno trovato posto per parcheggiare l'auto e dopo breve sosta gratuita, fatta la loro commissione o consumazione, se ne sono andati!». Secondo Polo, «i vertici sambonifacesi dell'associazione si dovrebbero solo vergognare per la loro miopia, che li rende incapaci di dare la pur minima risposta ai problemi».Il sindaco critica anche «la loro sfacciata politicizzazione, che svilisce l'intera categoria» e la contrarietà pregiudiziale «dimostrata verso ogni innovazione e per l'ipocrisia dimostrata nelle occasioni di confronto che ci sono state». Gianni Bertagnin

sabato 1 novembre 2008

ancora sui parcheggi a pagamento. Fatelo smettere!

L'arena Mercoledì 29 Ottobre 2008
SAN BONIFACIO. Il consigliere regionale contrario all’introduzione della tariffa, Polo conferma la bontà della scelta Il parcheggio San Marco finisce in RegioneInterrogazione di Zigiotto: «Se diventa a pagamento si verifichi la procedura di assegnazione dei fondi»Il contributo fu concesso in funzione dei pendolari anche dei paesi limitrofi.
TIZIANO ZIGIOTTO CONSIGLIERE REGIONALE Nella zona stadio e stazione in arrivo altri 300 posti gratuiti.
SILVANO POLO SINDACO DI SAN BONIFACIO

Gianni Bertagnin
Mentre nessuna decisione è stata fino ad oggi presa dopo che il sindaco Silvano Polo ha sospeso temporaneamente l’avvio della sosta a pagamento al parcheggio San Marco, vicino alla stazione ferroviaria, il fatto nuovo è rappresentato da una interrogazione, a risposta scritta, presentata al Consiglio regionale del Veneto da Tiziano Zigiotto. Il consigliere regionale sambonifacese, premesso che il parcheggio in questione deve servire in gran parte per gli studenti e per i lavoratori che provengono anche da vari paesi limitrofi e vanno a prendere il treno, ricorda nel suo scritto: «Il parcheggio era stato inizialmente concepito quale servizio a pagamento poiché era di proprietà privata», aggiunge quindi che l’amministrazione comunale aveva chiesto un contributo alla Regione proprio con l’obiettivo di «rendere gratuito il servizio rispondendo alle richieste dei pendolari». Tale contributo, sottolinea Tiziano Zigiotto, fu concesso dalla Regione «in funzione dell’utilità del parcheggio per l’intero comprensorio e non solo per il Comune di San Bonifacio». Il consigliere ricorda poi che il parcheggio, «dopo le procedure messe in moto, divenne di proprietà comunale e che da qualche anno è libero», mentre ora l’amministrazione comunale «ha attuato la procedura per renderlo nuovamente a pagamento». Pertanto Zigiotto chiede alla giunta regionale e in particolare all’assessore ai trasporti Renato Chisso «di verificare la procedura per l’assegnazione del contributo; se l’amministrazione comunale di San Bonifacio può procedere a rendere il parcheggio a pagamento; se non vi sia un interesse anche delle amministrazioni comunali limitrofe; in caso si ravvisi la non procedibilità, di informare per iscritto l’amministrazione comunale di San Bonifacio». «Questa interrogazione mi lascia assolutamente indifferente», commenta il sindaco Silvano Polo, «ma toccherà un grande contenzioso sulle modalità di comportamento avuto con Vicenza, Verona, Padova o Mestre; anzi», aggiunge, «vorrei sapere cosa si è fatto in tre legislature quando con la famosa legge 122 sui parcheggi, che aveva portato addirittura la Regione a fare una graduatoria per il loro finanziamento, noi non abbiamo avuto nulla, mentre so che dopo anni molti di quei fondi sono stati reincamerati e noi eravamo fuori dalla graduatoria». «Aspetto volentieri di conoscere», aggiunge, «cosa risponderà la Regione a questa interrogazione propagandistica di Zigiotto e come possa mettere il naso dentro questa amministrazione, che non ha chiesto né avuto niente e ha risolto ugualmente i suoi problemi senza disturbare nessuno». In merito al riferimento ai Comuni contermini cointeressati al parcheggio della stazione ferroviaria, Polo afferma: «Le altre amministrazioni comunali che paghino, anche perché il contributo della Regione per il parcheggio San Marco è la metà di quello che è servito per attrezzarlo, oltre che per acquistarlo, per pagare l’affitto e per la manutenzione, tenendo presente che la precedente amministrazione Casu pagava per l’affitto 75 milioni di lire all’anno». Il sindaco Polo fa poi presente che si stanno ricavando nella zona dello stadio e del parcheggio San Marco circa altri 300 posti auto gratuiti; che la proposta da lui fatta al comitato spontaneo tra gli utenti di questo parcheggio, per concedere l’abbonamento gratuito a quanti sono sotto un certo livello di reddito, sembra non sia stata considerata; che le polemiche sollevate sono solo strumentali. Sul punto specifico il sindaco Silvano Polo sottolinea inoltre: «non mi sembra che i non residenti portino tanta ricchezza in paese, anche se così si dice, mentre invece vedo che portano qui i sacchetti delle loro immondizie». Il sindaco nota infatti che vicino alla stazione vengono trovati abbandonati molti sacchetti di questo tipo.

mercoledì 15 ottobre 2008

Arroganza, bugie e demenza!


Il "buon" Silvano podestà fà circolare un volantino in cui accusa pesantemente tutti coloro che non sono d'accordo con il suo piano "PARK TAX" in particolare quelli del Partito Democratico (compreso Carradore?), probabilmente sono tutti compagni commercianti, visto che l'articolo sotto riportato dice che la Confommercio Sambonifacese è contraria. Certo, non è bello incendiare e compiere atti vandalici, si tratta di un gesto esecrabile che non condivido, ma come ragionare con chi ci riporta agli anni della Repubblica di Salò? Forse per la delibera di spesa d'acquisto dei parcometri, dell'appalto alla Multiservizi e la conseguente assunzione di 2 tecnici c'è stata l'approvazione del Consiglio?
Tra l'altro.... a breve ci sarà l'installazione di un centinaio di videocam in paese ...per la sicurezza..... poi magari anche avremo le ronde padane.... BRAVOOOO! E IO PAGOOO!!!

L'arena del 15/10/2008

SAN BONIFACIO. Tra i rischi maggiori soprattutto quello di perdere clienti sempre più attirati dai centri commerciali Confcommercio boccia il «piano parcheggi»La rivoluzione parchimetri non piace agli esercenti: otto su dieci sono contrari. E criticano il Comune

I commercianti delle vie coinvolte dalla «rivoluzione» parchimetri bocciano senza appello il piano parcheggi a pagamento dell’amministrazione: questo l’esito di un questionario che la Confcommercio di San Bonifacio ha inviato nei giorni scorsi ai negozianti locali. Il risultato, che fa emergere un 80 per cento di contrari, «è la conferma», sottolinea l’associazione, «della crescente distanza tra i commercianti e le scelte che questa amministrazione ha nel tempo assunto, operate sempre senza coinvolgere la nostra organizzazione, la più rappresentativa per il commercio». La contrarietà degli operatori nasce da un lato dall’assenza di considerazione per la categoria da parte del Comune, dall’altro dalla preoccupazione che con questa scelta - che segue altre come la chiusura di piazza Costituzione - il commercio locale perda ulteriormente capacità di attrazione a tutto vantaggio delle strutture commerciali che sono sorte alle porte del paese. «Questi timori», evidenzia ancora la Confcommercio, «trovano conferma nelle chiusure e nei trasferimenti di aziende storiche che si sono registrati in questi mesi, con conseguente perdita di valore di offerta e quindi impoverimento di flussi commerciali. Un dato di fatto che chiunque può riscontrare passeggiando per le vie del centro da dove sembra che anche il cinema Cristallo-Alexander possa trasferirsi». «Chiusure e trasferimenti», prosegue l’associazione, «sono la diretta conseguenza della difficoltà di operare in un contesto urbano ancora privo di un piano del traffico e che ricorre a soluzioni quale quella dei parchimetri con l’unico scopo di raccogliere risorse, senza peraltro che queste poi vengano indirizzate alla valorizzazione e all’aumento dei servizi per le aziende commerciali stesse». Confcommercio, ancora, ricorda come vi sia un importante parcheggio (il Palù) che però la clientela percepisce come lontano e quindi scomodo rispetto alle attività commerciali, oltre che poco sicuro, risultando così di fatto poco utilizzato; fatto, questo, segnalato da tempo all’amministrazione che però non è mai intervenuta per migliorare la situazione. I vertici sanbonifacesi dell’associazione chiedono quindi di sospendere il piano parchimetri e di aprire un tavolo di confronto con le categorie economiche, «tenendo conto che queste nel tempo hanno garantito una sostanziosa crescita socio-economica che ha consentito al paese di consolidare il ruolo di leader nell’est veronese. Dimenticare tutto ciò soprattutto in momenti difficili come quello che l’economia sta attraversando, è sicuramente un grave errore che non potrà che essere pagato anche in ambito locale», sostengono gli imprenditori commerciali. «Nella sola zona centrale di San Bonifacio, quella interessata dal piano parchimetri», conclude Confcommercio, «operano circa 100 aziende commerciali, alle quali poi vanno aggiunte tutte quelle di servizi come banche, assicurazioni, agenzie immobiliari, per un forza lavoro complessiva di almeno 600 unità».

sabato 4 ottobre 2008

da L'Arena del 4/10/08

Vale la pena leggera questo articolo, niente da meravigliarsi, è logico che a loro interessa solo il potere, nella logica di chi comanda fà il cavolo che vuole, e la Lega è ancora più arrogante degli altri partiti!
Ormai siamo a livelli di democrazia 0!!


ULSS 22. Il consigliere regionale impegnato a denunciare ciò che non va nelle aziende sanitarie veronesi. La direzione di Bussolengo non interviene nella querelle Scoppia il caso Falsirollo An chiede un’ispezioneFranchetto accusa: «Scandaloso che la Lega sistemi i suoi uomini» Sandri ribatte: «Tutto in regola». Giorgetti rincara: «Dall’Ora spieghi»«Non parlo perché, come dipendente Ulss, non sono autorizzato»
NICOLA FALSIROLLO DIRIGENTE ULSS 22
Siamo tornati alla politica clientelare: lavora chi è iscritto al partito
STEFANO VALDEGAMBERI ASSESSORE REGIONALE UDC

Camilla Ferro
Irritato: «L’assessore regionale alla sanità Sandri farebbe bene a tenere per sè i sentimenti nei miei confronti, così evita di stimolare i miei nei suoi». Ironico: «L’assunzione all’Ulss 22 del giovane dottore in legge Nicola Falsirollo a oltre 165 mila euro per due anni, su chiamata diretta da parte della direzione generale, quindi senza concorso, è un bel segnale per le migliaia di giovani veronesi in possesso dello stesso titolo di studio (ho due figli presto nelle stesse condizioni) che possono così sperare di trovare facilmente un posto di lavoro e per di più superpagato. Sì, davvero un bel segnale, se non ci fosse un piccolo particolare: essere iscritti alla Lega». Cinico: «Se non lo sei resti fuori dai giochi, senza tessera del Carroccio non si accede ad incarichi così mirati e così ben retribuiti... funziona in questo modo e ogni diversa spiegazione non fa che aggravare la posizione del direttore generale dell’Ulss 22, Alessandro Dall’Ora, e quella della Regione che, secondo l’assessore Sandri, avrebbe autorizzato l’assunzione del giovane segretario leghista di Zevio». Gustavo Franchetto, consigliere veneto dipietrista, stavolta ha deciso di parlare «senza risparmiare dettagli vergognosi». E promette di farlo ogni volta che si tratta di denunciare ciò che non funziona dentro le Ulss, «perché è ora di finirla con la spartizione incontrollata del potere e con la distribuzione clientelare degli incarichi ai colleghi militanti e agli amici degli amici». È scoppiato il bubbone. La vicenda è quella dell’assunzione all’azienda sanitaria di Bussolengo del segretario della Lega di Zevio, nonché assessore all’urbanistica, a Responsabile dell’Unità Complessa nel settore amministrativo su chiamata diretta di Dall’Ora. Falsirollo, 31 anni, è descritto da Sandri, nel tentativo di giustificare la insolita contrattualizzazione del dirigente, come «un giovane competente avvocato (in realtà praticante non avendo sostenuto l’esame per l’abilitazione e quindi l’iscrizione all’albo dei professionisti, ndr), che in passato ha anche collaborato con Unicredit (che c’entra, si chiede Franchetto?) e che quindi ha la competenza necessaria per svolgere questo alto incarico dentro l’Ulss». La vicenda ha inizio pochi giorni fa, esattamente il 30 settembre quando Franchetto presenta alla giunta regionale un’interrogazione immediata (Oggetto: Ulss 22, se ci sono forti padrini politici il lavoro è assicurato) in cui chiede di «conoscere i criteri con cui è stato assegnato l’importante ruolo a Falsirollo; se ci sono dentro alla stessa unità sanitaria altre assunzioni legate più all’appartenenza politica che alla competenza; dove sono state reperite le risorse per un compenso così elevato (85mila euro l’anno per 24 mesi); perché dentro la stessa Ulss ci sono forti lamentele delle cooperative sociali che non ce la fanno più a sopportare il ritardo dei pagamenti a causa delle difficoltà di bilancio». Franchetto non demorde: «Potevo essere ancor più pesante», commenta, «perché queste cose che gridano vendetta e non si può far finta di niente: c’è un nepotismo pesante, a tutti i livelli, nelle assunzioni. Non se ne può più, questo brutto giochetto deve finire». A chiudere la bocca al consigliere dell’Italia dei Valori apostrofandolo come «fustigatore» aizzato da Di Pietro, interviene subito l’assessore in pectore della sanità veneta, Sandri, mandandogli a dire che «l’assunzione di Falsirollo è pienamente legittima» e che «Dall’Ora aveva il nulla osta della Regione». Di male in peggio. «Hanno perso ogni senso del pudore», ribatte Franchetto, «perché la scelta di un responsabile del controllo gestione in ogni azienda, soprattutto se pubblica, si fa tramite accurata selezione dei candidati, non con una stretta di mano tra amici: la torta è di tutti e non solo di chi, con arroganza, crede di potersela mangiare perché è al potere, escludendo quelli che magari hanno più diritti di altri ma non sono iscritti al partito». Via allora ad una nuova interrogazione, presentata l’altro ieri sempre alla Giunta veneta, in cui facendo della triste ironia Franchetto ricorda all’assessore Sandri che, alla stregua di Falsirollo, pure lui ha due figli presto dottori in legge, «ahimè in cerca di lavoro e speranzosi di trovarlo tanto facilmente e tanto ben retribuito come è successo al neo laureato leghista». Sghignazza. Poi torna serio a puntare il dito contro la mala gestione dell’Ulss 22, ricordando a Sandri che «l’assunzione del segretario della Lega di Zevio stride ancora di più se paragonata a quanto sta accadendo nella stessa azienda sanitaria di Bussolengo, in difficoltà a far quadrare i conti, con le cooperative sociali in gravi difficoltà perchè ricevono pochi fondi e con i medici veterinari ancora da stabilizzare». E spiega: «Risulta che ce ne sono dieci precari, che hanno tutti lo stesso contratto forfettario da 35 ore settimanali che è illegale, che tutti sono stati ammessi alla regolarizzazione ma il direttore generale Dall’Ora non firma il bando di concorso. Quindi», domanda il consigliere, «cosa intende fare la Giunta di questi professionisti pagati molto meno dei dirigenti amministrativi (frecciatina a Falsirollo e al suo stipendio d’oro) e, soprattutto, non è opportuna un’ispezione urgente sulla gestione dell’Ulss 22?». Infine, per sdramattizzare la situazione, Franchetto la butta sul ridicolo: «È necessario provvedere ad una iscrizione di massa alla Lega per avere il posto garantito?». Messo da parte il botta-risposta istituzionale, il consigliere regionale dell’Italia dei Valori confessa di essere «molto preoccupato per come stanno andando le cose dentro le Ulss veronesi. I direttori generali hanno un enorme potere, troppo», spiega, «vengono scelti direttamente dal presidente della Regione che li riempe di soldi, non c’è alcun organo che ne controlli l’operato e il corretto funzionamento della macchina pubblica di cui sono alla guida. Si sentono padroni del mondo e, ogni tanto, lo dimostrano con i fatti. Ma questi fatti sono un’offesa per la gente che il lavoro se lo guadagna sul campo con tanta fatica...e questi fatti non devono accadere. Per questo ho deciso di portare a conoscenza di tutti la vicenda dell’assunzione di Falsirollo perché è emblematica di un mal costume che deve finire». Un’idea, su come potrebbero essere cambiate le cose, Franchetto ce l’ha. «Bisogna che la governance delle Ulss sia completamente rifatta: i direttori generali, lo ripeto, hanno troppo potere e nessuno a cui rendere conto. Quindi, è necessario ripristinare il Consiglio di amministrazione e i consiglieri non devono essere i soliti colleghi di partito ma i sindaci dei paesi che fanno parte di quella Ulss, perché loro sì sanno esattamente di cosa ha bisogno il territorio, mica i neo laureati iscritti ai partiti...». La battaglia di Franchetto è appena iniziata. «Voglio smuovere le acque e far riflettere chi deve», insiste, «perché il caso del giovane leghista praticante avvocato che, senza alcuna esperienza sul campo, arriva ad essere un dirigente strapagato di un ente pubblico, è scandaloso, lo ripeto, scandaloso e vergognoso». Non è faccenda di campagna elettorale o semplice attività di chi sta l’opposizione. A riprova delle sue buone intenzioni, Franchetto ricorda che «mi ha fatto i complimenti anche l’assessore regionale Valdegamberi, uno del centrodestra che con me, a livello di credo politico, ha poco in comune». E «bravo, era ora» gliel’hanno detto anche altri rappresentati della maggioranza, da An a Forza Italia. «Perché il fastidio che si prova davanti a certe ingiustizie», conclude Franchetto, «è trasversale a tutti i partiti, Lega esclusa».

giovedì 2 ottobre 2008

Il leghista Gentilini indagato a Venezia per "odio razziale"


Della serie: "non solo Polo"


Da "l'Unità" del 2.10.08


La Procura di Venezia ha aperto un fascicolo sulle frasi contro gli islamici pronunciate dal vice sindaco di Treviso, Giancarlo Gentilini dal palco della Festa dei Popoli Padani a Venezia il 14 settembre scorso.
Lo scrive oggi la Tribuna di Treviso, indicando che l'ipotesi di reato è di istigazione all'odio razziale. I vertici della Procura veneziana non hanno voluto fare commenti alla notizia.
Dal palco di Riva degli Schiavoni a Venezia, il sindaco-sceriffo di Treviso se l'era presa con cui vuole far aprire moschee e centri islamici e aveva dichiarato di non voler vedere «neri, marroni o grigi che insegnato ai nostri bambini». Aveva tuonato «contro quelli che vogliono aprire le moschee e i centri islamici», scagliandosi contro «i phone center, i cui avventori si mettono a mangiare in piena notte e poi pisciano sui muri: che vadano - aveva aggiunto - a pisciare nelle loro moschee».. Se l'era presa infine con «i bambini che vanno a rubare agli anziani».
L'azione della magistratura non sembra comunque turbare l'esponente leghista: «ho detto quelle cose - ha detto- perchè non voglio zingari che chiedano l'elemosina, clandestini che compiano atti illegali e, almeno per ora, moschee e centri islamici, perchè questo è un problema nazionale». Gentilini afferma di aver solo riportato le lamentele dei suoi concittadini e di voler continuare a battersi «per la disciplina, l'ordine e il rispetto delle regole». Per lui quelle frasi incriminate erano solo la trasposizione di lamentele dei cittadini di Treviso.
Evidentemente che conosce lui.

mercoledì 1 ottobre 2008

A SAN BONIFACIO MENO O PIU’ TASSE?

Dunque….da quest’anno scolastico la retta mensile per un bambino che deve frequentare l’asilo nido è aumentata di circa 100€ portandola a circa €400.
Sappiamo che la retta è commisurata al reddito, ma sappiamo anche che se un bambino va all’asilo nido è perché la madre lavora, magari part time con 500/600 € al mese: Il reddito limite è così basso che chiunque abbia un normale lavoro rientra nella tariffa massima.
E’ gravissimo che una giovane coppia, con mutuo o affitto, per poter mantenersi e far crescere un figlio debba pagare una cifra così spropositata, quando in altri paesi è un servizio sociale garantito.
Ma….a San Bonifacio il podestà deve far quadrare i conti, no? Visto che lo Stato centralista non contribuisce…eh! (a far pagare le spese legali per ricorsi contro il sindaco?)
Inoltre la grande novità è che nel centro ora ci sono le strisce blu , quindi si paga per parcheggiare l’auto, pertanto un pendolare che prende il treno pagherebbe circa 50/ 60€ al mese a meno di lasciare l’auto al parcheggio Palù, oltre 1 km dalla stazione del treno, intasando così il centro di auto che vanno e vengono, ma vi immaginate lasciare là l’auto per correre a prendere il treno? Ah, si…anche questo “servizio” verrebbe affidato alla Multiservizi con un introito preventivato di circa €400.000 l’anno. Niente male no? Per fortuna che ci hanno promesso pagare meno tasse!
L’unica nota positiva è che nel 2009 il Polo se ne andrà a casa (a Soave), sarebbe proprio da masochisti eleggerlo ancora (già l’abbiamo fatto e la maggioranza se n’è pentita amaramente).